Il “corridore” di Maria Maddalena dei Medici

Le avevo già dedicato un post sui miei profili social nella rubrica dedicata alle curiosità fiorentine, ma a causa delle restrizioni anti-Covid ero riuscita a scattare delle foto soltanto dall’esterno. Il corridoio mediceo dentro al museo archeologico è stato da tempo riaperto al pubblico, ma lo scorso 30 novembre, approfittando delle aperture straordinarie in occasione della Festa della Toscana, ho potuto percorrerlo fino in fondo, entrando nel cosiddetto Coretto di Maria Maddalena dei Medici.

Ritratto di Maria Maddalena dei Medici 1615 ca. (Foto Wikipedia)

Fu chiamata così l’ottava (e penultima) figlia di Ferdinando I e Cristina di Lorena, nata il 29 giugno 1600, malcomposta nelle membra1. Non sappiamo esattamente da quale malattia fosse affetta, ma le fonti ci parlano di una ragazza assai sofferente, che aveva grosse difficoltà nel camminare e a salire e scendere i gradini, per cui all’età di vent’anni anni fu deciso di trovarle una sistemazione diversa dalla reggia di palazzo Pitti.

Di prendere i voti la principessa non ne volle sapere, ma accettò la condizione di “suora laica” nel convento domenicano di Santa Maria della Croce (detto della Crocetta per via della piccola croce che le religiose portavano sul petto), dove avrebbe potuto pregare e condurre una vita riservata, senza rinunciare a ricevere ospiti e occupare il tempo con la musica e il teatro. Del resto le suore avevano sempre goduto della protezione e della generosità della famiglia Medici – in particolare di Cristina di Lorena – e pur essendo sottoposte alla clausura, accolsero di buon grado Maria Maddalena.

Il convento della Crocetta
nella pianta del Buonsignori
Ve (foto Wikipedia)

Il convento della Crocetta sorgeva in Via Laura ed era stato fondato nel 1511 da Suor Domenica del Paradiso, figlia di un fattore del Pian di Ripoli, animata da una fede profonda e un immenso carisma che la posero presto alla guida di una vivace comunità monastica. Dopo numerose vicende – che nel corso dei secoli ne modificarono fortemente l’aspetto e la destinazione d’uso – ciò che resta dell’antico complesso religioso è visibile all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione2 (la chiesa oggi è l’aula magna) e nell’attiguo hotel Morandi alla Crocetta. Alzando lo sguardo, però, possiamo vedere il passaggio che lo collegava al Palazzo della Crocetta, progettato proprio per Maria Maddalena e dal 1880 sede del Museo Archeologico Nazionale.

I cavalcavia su Via Laura

La principessa, infatti, aveva bisogno di una residenza adatta al suo rango (oltre alle esigenze imposte dalla sua disabilità), che il fratello Cosimo II ordinò a Giulio Parigi nel 1620. Il nuovo edificio fu costruito di fronte al convento della Crocetta e dotato di corridoi sopraelevati (simili al corridoio vasariano) per permettere alla ragazza di spostarsi liberamente tra il palazzo e il convento3 e di raggiungere la basilica della Santissima Annunziata, al riparo da sguardi indiscreti. Il coretto era dunque la parte terminale del corridore, una stanza in cui Maddalena e le sue dame di compagnia potevano assistere alla messa senza essere viste, affacciandosi dalla finestra protetta da una grata in bronzo dorato.

Il Coretto di Maria Maddalena

Va ricordato che allora il tratto che univa il palazzo alla chiesa attraverso il giardino era all’aperto (la copertura in vetro realizzata negli anni Ottanta lo ha di fatto posto all’interno del percorso di visita del museo archeologico) e che le gallerie erano l’unica parte del complesso della Crocetta a essere fuor di clausura4.

Il corridoio mediceo all’interno del Museo Archeologico di Firenze

Gli ultimi dodici anni della breve vita di Maddalena, dunque, si svolsero interamente tra le mura di questo edificio, ma i racconti dell’epoca non ci restituiscono l’immagine di una principessa triste e abbandonata, bensì di una giovane offesa nel fisico ma non nell’intelletto e che non potendo vivere a corte – come certamente avrebbe desiderato – ne creò una tutta per sé. A farle visita spesso erano la madre Cristina di Lorena e la cognata Maria Maddalena d’Austria (moglie di Cosimo II), ma ho trovato un altro personaggio a lei particolarmente devoto, il poeta di corte Andrea Salvadori5 (1588 – 1634) che collaborò spesso all’organizzazione degli spettacoli teatrali per la corte medicea. Il 26 dicembre 1622, nella chiesa di San Giovannino degli Scolopi, declamò il panegirico sacro La Natura al Presepe, pubblicato il 20 dicembre 1623 insieme alla raccolta di sonetti Fiori del Calvario, con la dedica alla principessa Maria Maddalena:

All’Eccellentissima Signora Principessa Maria Maddalena di Toscana (…) Volge l’Anno, Signora Principessa, che tutta la Serenissima Casa di Toscana, dimostrandosi nell’istesso tempo pietosa verso Dio e affabile verso i suoi Servi, volse in nobilissimo Teatro, sentire un mio Panegirico delle Lodi del Santissimo Natale di Nostro Signore: Mancò sola a quella fioritissima Corona di Principi, la persona di V. Eccellenza, la quale mossa da generosa virtù cristiana, avendo anteposti gli Strepiti degl’Alberghi Reali, la quiete d’una grata solitudine, ivi in disparte a tutte l’altre cure del Mondo, contentissima se ne vive in Dio. Poiché io non potei esser onorato della Sua presenza, riputai mio singolare onore, che ella da per se stessa leggesse, quanto io, a Sereniss.Altezze e a sceltissima Nobiltà aveva recitato (…)

Il giardino del palazzo della Crocetta

La principessa morì il 28 dicembre 1633 e lo stesso Salvadori scrisse l’iscrizione sulla lapide della sua tomba nella chiesa del convento della Crocetta. Alla metà del Settecento, per consentire alcuni lavori, la sepoltura fu riaperta per essere spostata e nelle Notizie Istoriche delle chiese fiorentine del 1755 il Richa descriveva le condizioni in cui era stato ritrovato il suo corpo:

(…) vestita di abito lungo, e stretto all’uso Spagnuolo di teletta d’oro con sandali a’ piedi della stessa roba. Il capo, che posava sopra un cuscino, avea le trecce de’ capelli avvolte, ed una ghirlanda di fiori con stellette di argento, al collo una goliglia di tela con trine, ma tutto era coperto di muffa, che avea alterato il color naturale del corpo, e dell’abito, ed al contatto, che ne fecero, se ne andava in minuti pezzi.

Vista su piazza Santissima Annunziata

Poco dopo la morte di Maddalena vennero demoliti i cavalcavia e i passaggi sotterranei che mettevano in comunicazione gli edifici6 e furono cancellati persino gli affreschi che decoravano l’interno del corridoio. Il palazzo della Crocetta invece continuò ad essere abitato da altre principesse medicee, tra cui Anna dei Medici (figlia di Cosimo II) e Vittoria della Rovere (figlia di Claudia, sorella di Maddalena), mentre in epoca lorenese fu usato come residenza dei reggenti e per gli ospiti di riguardo della corte.

Grazie al Museo Archeologico di Firenze per averci dato questa opportunità e alla bravissima Claudia Noferi per averci guidato nel percorso!

Note

Esplicative e bibliografiche

  1. «… nacque ella il dì 28. di Giugno dell’anno 1600, malcomposta nelle membra, nel quale stato cresciuta, si ritirò il dì 24 di Maggio 1621, nel Convento di Suor Domenica» in Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne’ suoi quartieri, vol. II Giuseppe Richa, 1755 (pag. 267)
  2. Nel periodo di Firenze Capitale il convento venne usato come archivio della Corte dei Conti e in seguito divenne sede dell’istituto di Scienze Sociali Cesare Alfieri. Passò poi all’Università di Firenze, ospitandone varie facoltà fino all’assegnazione definitiva a Scienze della Formazione (civico 48) aperta nel 2009 dopo importanti interventi di restauro.
  3. Oltre al collegamento tra il convento e il palazzo della Crocetta ce n’era uno che collegava il convento della Crocetta con il Monastero degli Angiolini.
  4. Anche il giardino del palazzo era sottoposto alla clausura per permettere a Maria Maddalena di relazionarsi con le suore. I corridoi, invece, erano ad uso esclusivo della principessa e delle sue dame e per aprirlo esistevano solo due paia di chiavi (una copia l’aveva Maddalena e l’altra la madre superiora del convento)
  5. Nato a Marciano della Chiana, aveva frequentato il Collegio romano e poi era rientrato a Firenze, iniziando a lavorare per la corte granducale sotto la protezione di Cristina di Lorena. Uno dei primi spettacoli che furono realizzati con i suoi versi fu Guerra d’amore (con le musiche di Jacopo Peri, Paolo Grazi e Giovan Battista Signorini), rappresentato in Piazza Santa Croce per la festa di carnevale del 1615.
  6. «…gettato a terra fu l’arco, rimurato il sotterraneo, e dato di bianco a tutto il corridore» in Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne’ suoi quartieri, vol. II Giuseppe Richa, 1755 (pag. 268)
  • Cavini D. Il corridoio segreto dei Medici, in Corriere Fiorentino, 14 febbraio 2019, danielacavini.eu/wp-content/uploads/2019/02, consultato il 5 dicembre 2022.
  • Clicca sul titolo per leggere La Natura al Presepe di Andrea Salvadori

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

2 pensieri riguardo “Il “corridore” di Maria Maddalena dei Medici

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