Villa Corsini a Castello

In questo articolo voglio raccontarvi la visita in compagnia del gruppo Io amo Firenze e la Toscana alla bella villa Corsini a Castello (appena fuori città), che dal 2015 è gestita dalla Direzione Regionale Musei della Toscana (ex Polo Museale della Toscana) e si presenta al pubblico come “deposito musealizzato” con la funzione di sezione distaccata delle Sculture Etrusche e Romane del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Con le amiche Sabrina Bertocci e Lucia Falsini sulla scalinata che porta al piano superiore della villa

In origine qui vi era solo “un’abitazione signorile in stile rurale” affiancata da un terreno coltivato a orto, vite e olivi di proprietà della famiglia Strozzi, che dopo essere stata venduta a Cristofano Rinieri, consigliere di Cosimo I dei Medici, venne ristrutturata da Niccolò Tribolo e Pierino da Vinci, i quali realizzarono anche il giardino all’italiana ancora oggi esistente.

Il cortile di villa Corsini

Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1697 la villa fu acquistata da Lucrezia Rinuccini e Filippo Corsini, che ordinarono una nuova ristrutturazione del giardino e del palazzo. Il marchese affidò i lavori a Giovan Battista Foggini, il celebrato architetto e scultore della corte granducale, autore di un impianto in stile barocco sapientemente sovrapposto alla struttura preesistente, come vediamo nel cortile, decorato da cornici e finti archi e sulla facciata, con la balconata posta al centro tra le finestre, lo stemma dei Corsini e un grande orologio incorniciato da festoni.

La pare più antica del giardino con le siepi disposte intorno alla fontana
(al momento non visitabile)

Risale a questo periodo anche il grandioso salone del piano terra, affrescato nel 1805 da Niccolò Contestabili, artista nato a Pontremoli ma vissuto quasi sempre a Firenze e specializzato nei dipinti di carattere pastorale, come quelli raffigurati sulle pareti in cui vediamo Paesaggio campestre con rovine, Paesaggio con il cosiddetto tempio della Sibilla a Tivoli, Paesaggio con il tempio di Ercole a Cori e Paesaggio con il mausolei dei Plautii a Pontelucano.

Il salone del piano terra con gli affreschi di Niccolò Contestabili
(al centro del soffitto lo stemma dei Corsini)

A fianco del salone vi sono altre stanze (un tempo ad uso della servitù che poteva salire al piano superiore per mezzo di una scaletta interna) in cui sono esposti i marmi antichi che facevano parte del Ricetto delle Iscrizioni, il primo monumentale ingresso delle Gallerie degli Uffizi, allestito agli inizi del Settecento dal Foggini, più volte rimaneggiato e definitivamente smantellato agli inizi del secolo scorso.

Una delle salette con i reperti che decoravano il Ricetto degli Uffizi

La serie di opere di epoca etrusca e romana prosegue nelle sale del primo piano, dove innanzitutto troviamo i ritratti delle collezioni mediceo-lorenesi che fino agli anni Novanta erano disposti lungo i corridoi degli Uffizi. Allora, infatti, si decise di ridurre il numero di sculture presenti in galleria e quelle scelte dall’abate Luigi Lanzi – che nel 1775 era stato nominato vicedirettore da Pietro Leopoldo e aveva riordinato e aggiunto pezzi alle raccolte granducali – furono rimosse e trasferite nei depositi (forse troveranno finalmente una collocazione al termine dei lavori di restauro del museo?)

Uno dei ritratti romani provenienti dagli Uffizi

Molto interessanti anche le iscrizioni, i resti di corredi funebri rinvenuti nelle tombe etrusche, tra cui la nota “tomba della Mula” nei pressi di Sesto Fiorentino, una tomba a tholos – simile a quelle di epoca micenea – risalente al VII sec. a.C. e ancora in ottimo stato di conservazione, così come il cosiddetto Cippo di Settimello, una delle cosiddette “pietre fiesolane” poste sulla cima dei tumuli nelle necropoli.

Urna cineraria

Durante la seconda guerra mondiale la villa fu requisita per scopi militari e ospitò prima il Comando Tedesco, poi quello degli Alleati e successivamente venne data in affitto alle suore Dorotee che vi stabilirono il loro Educandato. Pochi anni dopo, però, il Commissariato per gli alloggi del Comune di Firenze decise di affidare l’edificio ad alcune famiglie di senzatetto, che lo occuparono fino al 1956 causando gravi danni agli ambienti. Nel 1960 la villa fu venduta e nel 1971 passò al demanio dello Stato, ma solo tra il 2000 e il 2010 è stato possibile il recupero della struttura attraverso il complesso e accurato restauro finanziato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Sulla facciata della villa si trova anche una buchetta del vino curiosamente molto bassa a causa del rialzamento del piano stradale nel corso dei secoli

Villa Corsini a Castello non è dunque un museo tradizionale, ma è aperta al pubblico la seconda e la quarta domenica del mese dalle ore 9 alle ore 14 con visita accompagnata dal personale interno. È consigliata la prenotazione telefonica al numero 055450752 (tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 13) entro il giorno precedente alla visita.

Un sincero ringraziamento a Gabriella e Giovanni, i due sorveglianti della villa che con bravura e competenza hanno accompagnato il nostro gruppo durante la visita

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

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