Perché Firenze si chiama così?

La risposta più ovvia è che il nome Firenze derivi da un fiore, dal momento che il simbolo di questa città è proprio un fiore. Firenze infatti è detta la “città del giglio”, ma non sapendo di preciso quando i fiorentini iniziarono a usarlo, molti ritengono improbabile che le origini del nome siano legate al suo stemma.

Secondo la tradizione, nel 59 a.C. un gruppo di veterani romani fondò una città chiamata Florentia. Era primavera, nel periodo in cui si svolgevano i Ludi Florales, la festività pagana in onore della dea Flora, durante la quale si organizzavano feste, giochi e persino… spogliarelli! Lo svago, le giornate più lunghe e la natura in fiore dovevano sembrare le condizioni ottimali (e sotto i migliori auspici) per dare vita al nuovo insediamento, che per questo prese il nome di Florentia, ossia la “città dei fiori”. Sicuramente i prati e le colline intorno all’antica città ne saranno stati pieni, ma siccome questa versione non ha mai del tutto convinto, qualche anno fa anche l’Accademia della Crusca è intervenuta nel dibattito, sostenendo che Florentia è un “tipico nome augurale” e dunque significa città prospera e “fiorente”.

Il simbolo di Firenze tra le decorazioni del Campanile di Giotto

Non meno complessa è la questione riguardante le origini del suo territorio, che ci dovrebbe dire se è mai esistita una Firenze etrusca prima di quella romana. Nel libro “Firenze segreta” di Giuliano Cenci il significato della parola Florentia è legato alla terra, ovvero quella pianura fertile (dal latino florentes) e piuttosto vasta in cui fu costruito il municipium romano, ma che storicamente risulta essere stata abitata fin dall’epoca villanoviana (tra X e VIII secolo a.C.), come confermato dal ritrovamento della necropoli sotto le attuali Via Brunelleschi e Via del Campidoglio agli inizi del secolo corso.

Firenze vista da Piazzale Michelangelo

Le tracce lasciate da questi antenati degli etruschi, però, erano già scomparse nel I secolo a.C. molto probabilmente a causa delle frequenti inondazioni del fiume Arno e cosa sia avvenuto tra la distruzione (o l’abbandono?) di questo primitivo villaggio e la fondazione della Florentia romana resta avvolto dal mistero.

Per fortuna ci sono anche le leggende e nella versione “mitica” della fondazione di Firenze entra in scena la figura del valoroso re Fiorino. Il suo regno sorgeva proprio in questa valle e quando fu attaccato dai romani, Fiorino lo difese fino alla morte, macchiando con il proprio sangue i fiori dei prati intorno alla città, che da allora venne chiamata Florentia in suo onore.

I simboli sotto ai beccatelli sulla facciata di Palazzo Vecchio

Per quanto fantasiosa, questa storia del “regno” nato sulle rive dell’Arno potrebbe non essere del tutto inverosimile. In effetti, quando gli etruschi si stabilirono nell’area fiorentina fondarono diverse città che facevano capo alla grande e potente Vipsul (cioè Fiesole), tra cui i centri di Comeana, Artimino e Sesto. Costruita in collina, in una posizione altamente strategica – che le permetteva di controllare le vie di comunicazione ed essere vicina alle  cave di pietra serena con cui furono costruite le sue mura – a Fiesole mancava comunque uno sbocco diretto all’Arno, che costituiva un collegamento importante per il trasporto delle merci. In passato il fiume era interamente navigabile e siccome gli etruschi erano un popolo di mercanti e artigiani, che commerciavano principalmente in armi e oggetti in bronzo, gioielli e ceramiche, è plausibile che avessero creato un porto fluviale in questa zona.

Il porto fluviale di Firenze si trovava nel perimetro dell’odierna Piazza Mentana come si vede nel dipinto di Bernardo Bellotto del 1742 (foto Wikipedia)

Sicuramente dal Medioevo all’Ottocento un piccolo scalo merci (detto scalo de’ Foderi) aveva caratterizzato questo tratto di lungarno – prima di essere demolito insieme a un tiratoio dell’Arte della Lana per fare posto al palazzo della Borsa – ma le poche evidenze archeologiche rinvenute in questo punto non ci consentono di stabilire se le sue origini fossero romane o magari più antiche. Alcune fonti storiche menzionano un “Porto dei Fiesolani”, altre parlano di due borgate chiamate Villa Arnina e Villa Camarzia, mentre più di recente è stata proposta la parola etrusca Birent o Birenz (che dovrebbe significare terra tra le acque) come nome originario del luogo dove scorreva anche un braccio del Mugnone, ancora privo di deviazioni e che confluiva nell’Arno all’altezza di Piazza dei Giudici.

Il teatro romano nel parco archeologico di Fiesole

A sostegno della fondazione di Firenze da parte dei fiesolani vi sono anche le parole di Dante nella Commedia (Inferno XV, vv. 61-78) pronunciate dal suo maestro Brunetto Latini nella profezia del suo esilio:

Ma quello ingrato popolo maligno
che discese di Fiesole ab antico,
e tiene ancor del monte e del macigno.

ti si farà, per tuo ben far, nimico;
ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi
si disconvien fruttare al dolce fico.

Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; gent’è avara, invidiosa e superba: dai lor costumi fa che tu ti forbi.

La tua fortuna tanto onor ti serba,
che l’una parte e l’altra avranno fame
di te; ma lungi fia dal becco l’erba.

Faccian le bestie fiesolane strame
di lor medesme, e non tocchin la pianta, s’alcuna surge ancora in lor letame,

in cui riviva la sementa santa
di que’ Roman che vi rimaser quando
fu fatto il nido di malizia tanta.

Le terme romane nel parco archeologico di Fiesole

Insomma, che fosse un piccolo porto o una cittadina “satellite” dei fiesolani, è difficile credere che tutta la piana sia rimasta disabitata per quasi 600 anni prima dell’arrivo dei romani (peraltro durante gli scavi sotto Piazza Signoria erano emersi dei reperti in stile orientalizzante, che nella civiltà etrusca corrisponde al VII sec. a.C.), ma è più probabile che Firenze abbia condiviso il destino comune a quelle città lentamente “assorbite” negli ordinamenti della Roma repubblicana.

Del resto gli etruschi non avevano mai creato uno stato unitario, ma suddiviso i loro territori in città – stato indipendenti governate da un lucumone (il re), che furono conquistate dai romani a partire dal 396 a.C. con la caduta di Veio. Fiesole fu a lungo alleata di Roma, ma durante la guerra sociale si ribellò insieme a molte altre città italiche e nel 90 a.C. fu sconfitta da Lucio Porcio Catone (è in questo periodo che dovrebbe essere vissuto re Fiorino). Al termine della guerra civile tra Mario e Silla (83 – 82 a.C.) le sue terre vennero confiscate e assegnate ai veterani del dittatore romano, che poi si unirono al ribelle Catilina e morirono al suo fianco nella battaglia di Campo Tizzoro del 63 a.C.

Torniamo così alla fatidica primavera dell’anno 59 a.C. quando le legioni di Gaio Giulio Cesare scelsero di (ri)fondare una città sulle rive dell’Arno, durante le festività in onore della dea Flora. Come abbiamo visto, il mito si mescola alle notizie storiche, che ci parlano di una lex Iulia agris voluta proprio da Cesare per favorire lo sviluppo urbano in questa parte della valle dell’Arno e non a caso il suo impianto fu tracciato secondo le rigide norme della centuriazione.

A proposito, per molto storici la nuova città non venne fondata prima del 30 a.C. ma di questo vi parlerò in un prossimo articolo 😉

Riferimenti bibliografici:

  • Giuliano Cenci, Firenze segreta, Firenze, ed. Polistampa, 2008

Ho trovato molto interessante anche questo articolo del gruppo archeologico fiorentino di cui vi copio il link: https://sites.google.com/site/gruppoarcheologicofiorentino/homepage/articoli-de-il-grillo/la-firenze-etrusca

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

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