Il Battistero di Firenze

Una delle costruzioni più antiche di Firenze, ammirata per le sue linee semplici ed essenziali e di cui non si conosce ancora con esattezza l’anno di fondazione: è il Battistero di San Giovanni, citato anche da Dante Alighieri nella sua Commedia.

Partirò tentando di rispondere alla più semplice delle domande: “Quando venne costruito il Battistero?“, che poi tanto semplice non è. Secondo la tradizione popolare, esso sarebbe stato in origine un tempio dedicato al dio Marte, modificato e convertito all’uso cristiano nei primi secoli del Medioevo. Una teoria che trovò molti consensi soprattutto durante il Rinascimento, perché confermava l’idea di una linea di continuità tra mondo pagano e mondo cristiano, ma che purtroppo non ha mai trovato alcun tipo di riscontro storico o materiale. In effetti non esiste alcuna traccia di questo tempio e le uniche testimonianze di epoca romana che abbiamo, sono i mosaici di alcune domus risalenti al I secolo, rinvenuti durante una campagna di scavi alla fine dell’Ottocento. L’aspetto classicheggiante dell’edificio induce alcuni storici a ritenere che si tratti di una costruzione di epoca paleocristiana del V secolo, con rimaneggiamenti successivi, mentre altri sostengono che il battistero non sia stato costruito prima del XI secolo, sulle rovine di edifici precedenti.

Ma che cosa dicono le fonti scritte? Il primo documento che ne attesta l’esistenza è dell’anno 897, che però lo menziona come “chiesa di San Giovanni” (e non battistero). Risulta inoltre che la sua consacrazione avvenne nel 1059 sotto il pontificato di Niccolò II e che soltanto nel 1128 esso divenne ufficialmente il battistero della città. E qui sorge spontanea un’altra domanda: dove si battezzavano i fiorentini prima del XII secolo? Il rito era compiuto per immersione e benché del fonte sia rimasto solo un ottagono in cocciopesto, sappiamo che fino al Cinquecento esso si trovava al centro del pavimento: possiamo dunque supporre che i battesimi fossero celebrati in questo luogo pur senza un “accredito” solenne da parte delle autorità ecclesiastiche?

Vi è infine un’altra teoria più recente – che poi è quella verso la quale sono più propensa a credere – per cui il battistero sarebbe stato fondato nel V secolo per ricordare la memorabile vittoria del generale romano Stilicone sul re ostrogoto Radagaiso, che aveva messo sotto assedio la città di Firenze, ma era stato sconfitto e ucciso nella battaglia di Fiesole nel 406. Per celebrare questa impresa e lo scampato pericolo, le domus romane esistenti erano quindi state abbattute per far posto a un nuovo edificio, che non era propriamente un tempio, ma una costruzione pagana poi trasformata in edificio di culto cristiano.

Affresco della Loggia del Bigallo (1342)
È la veduta più antica della città di Firenze in cui si riconosce il Battistero
Foto Wikipedia

La decorazione esterna del Battistero è composta da tre fasce a riquadri geometrici in marmo bianco di Carrara e verde di Prato. La costruzione ha pianta ottagonale, che richiama la credenza dell’ottavo giorno, ossia quello che secondo la dottrina cristiana sarà il giorno del Giudizio Universale e della Resurrezione. Anticamente, il rito del battesimo era celebrato soltanto un paio di volte all’anno (generalmente nel periodo della Pasqua o della Pentecoste) e a ricevere il sacramento erano spesso persone adulte, che rendeva necessario l’uso di un edificio di grandi dimensioni.

Prima di entrare al suo interno facciamo un rapido giro intorno alle porte, oggi tutte sostituite con copie, mentre quelle originali, restaurate, si trovano al Museo dell’Opera del Duomo.

La prima è la Porta sud (1330-1336) di Andrea Pisano, composta da 28 formelle, che raffigurano le Storie della Vita di San Giovanni Battista e le Virtù (teologali e cardinali, con l’aggiunta dell’Umiltà). Ogni pannello rappresenta una storia a sé stante, con scene dallo stile sobrio ed elegante, inserite all’interno delle caratteristiche cornici quadrilobate gotiche.

Battesimo di Cristo, porta sud del Battistero
Foto Wikipedia

La porta nord (1403-1424) è quella relativa al famoso concorso del 1401 a cui parteciparono Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti, poi decorata proprio dal Ghiberti con 28 formelle che illustrano 20 scene tratte dal Nuovo Testamento con i Quattro Evangelisti e Quattro Dottori della Chiesa.

Ultima cena, Porta nord del Battistero
Foto Wikipedia

La porta più conosciuta del Battistero è la cosiddetta Porta del Paradiso (1425-1452) a cui lavorò sempre Lorenzo Ghiberti, al quale servirono ben 27 anni per realizzare uno dei capolavori assoluti del Primo Rinascimento fiorentino. La decorazione è composta da 10 riquadri di forma rettangolare con scene riprese dall’Antico Testamento, raffigurate con un rilievo in cui viene applicata la tecnica dello stiacciato.

Le Porte del Paradiso
Foto GuardaFirenze

La decorazione interna del Battistero si ispira chiaramente all’architettura classica ed è presente molto materiale antico di recupero, caratteristica comune a tutti gli edifici di epoca romanica. Da notare la presenza del matroneo, il loggiato interno riservato alle donne, tipico delle chiese paleocristiane e mantenuto anche nei secoli successivi come elemento strutturale e decorativo delle navate. Alzando gli occhi verso la cupola vedrete il grande mosaico che si ritiene sia stato iniziato intorno al 1270 e completato circa 50 anni dopo, nel 1330. E’ probabile che, almeno nella fase iniziale, i fiorentini abbiano richiesto la collaborazione di maestranze veneziane (l’arte musiva non era esattamente tra le specialità locali) e che in seguito siano intervenuti vari artisti toscani, tra i quali si citano anche Cimabue e Coppo di Marcovaldo.

La decorazione è suddivisa in 8 spicchi e su varie fasce in cui, partendo dall’altro sono raffigurate le gerarchie angeliche e in tre degli spicchi sottostanti il Cristo Giudice con il Giudizio Universale; negli altri spicchi si possono invece vedere le Storie della Genesi, le Storie della Vita di Giuseppe (figlio di Giacobbe), le Storie di Maria e Gesù e le Storie del Battista.

I mosaici del Battistero
Foto GuardaFirenze

Tra gli arredi interni segnalo il sarcofago antico decorato con una scena di caccia al cinghiale, impiegato come sepoltura di Guccio de’Medici, Gonfaloniere di Giustizia nel 1299 e a destra dell’abside il monumento funebre a Baldassarre Cossa, l’antipapa Giovanni XXIII, deposto nel 1415 e morto nel 1419 a Firenze. Amico di Giovanni di Bicci de’ Medici, che aveva pagato il riscatto per la sua liberazione quando era stato fatto prigioniero in Germania, egli aveva espresso il desiderio di essere sepolto in una chiesa della città e l’esecuzione della tomba venne affidata alla “società” che proprio in quel periodo era stata fondata da Michelozzo e Donatello.

Se avete perso la diretta con il tour virtuale del Battistero trovate il video nel mio canale YouTube:

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

2 pensieri riguardo “Il Battistero di Firenze

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