La Madonna del Magnificat

Esiste davvero la bellezza ideale? Se è vero che oggi si fatica a rispondere a questa domanda, nel Quattrocento gli artisti non si ponevano i nostri stessi dubbi e inventarono un nuovo codice di perfezione formale. In particolare, nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, vi fu un pittore che per lungo tempo si dedicò alla ricerca del bello assoluto: ovviamente sto parlando di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, più noto come Sandro Botticelli, le cui opere divennero un modello di grazia e armonia. Ecco una bellissima tempera su tavola conservata presso le Gallerie degli Uffizi, con una storia ancora tutta da scoprire.

Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat (1481-83)
Firenze, Gallerie degli Uffizi
Ph.credits Wikipedia

Il dipinto di Sandro Botticelli da tutti conosciuto come Madonna del Magnificat, fu molto probabilmente eseguito tra il 1481 e il 1483: il nome è riferito alla parola ben riconoscibile sulla pagina destra del libro posto di fronte alla Vergine. Non sappiamo esattamente per chi venne realizzata, ma la forma arrotondata tipica delle opere di devozione privata, suggerisce la committenza da parte di una famiglia o forse di un’istituzione cittadina. Le prime notizie certe risalgono al 1784, quando il quadro fu donato alla Galleria degli Uffizi da Ottavio Magherini1.

In essa è raffigurata la Madonna in trono con il Bambino seduto sulle sue ginocchia: sulla sinistra vediamo un gruppo di 3 angeli che le porgono un libro e un calamaio e altri 2 che sorreggono una corona dorata sopra la sua testa.

Madonna del Magnificat – dettaglio

La Vergine tiene il pennino nella mano destra e si accinge a scrivere sulle pagine dove spuntano le parole tratte dal Vangelo di Luca “Magnificat anima mea Dominum” (La mia anima magnifica il Signore), da lei pronunciate durante la Visitazione2. Sulla pagina sinistra invece si riconoscono alcuni versi del Benedictus3, ossia il cantico di ringraziamento a Dio di Zaccaria. Il Bambino poggia delicatamente una manina sul braccio di Maria, come per guidarla nella scrittura e l’altra sulla melagrana, simbolo della sua futura passione; il suo sguardo è rivolto all’insù verso la mamma e richiama la natura celeste del Cristo.

Madonna del Magnificat – dettaglio

Gli angeli che li circondano mostrano la stessa intesa tra gesti e sguardi: se osservate con attenzione la composizione, vi accorgerete che essa si adatta perfettamente alla forma circolare della cornice in pietra serena posta dietro ai personaggi e dalla quale si intravede un paesaggio d’ispirazione fiamminga4.

Pur compresse ai bordi, le figure si muovono con la compostezza e la grazia tipica del mondo classico e indossano raffinate vesti, che rendono particolarmente elegante la figura della Madonna, che porta una sciarpa annodata intorno al collo e un leggero velo che le copre i lunghi capelli biondi. Veli sottili che aleggiano anche intorno alla corona, impreziositi dalle decorazioni in oro, le stesse che ritroviamo negli abiti e nei capelli degli angeli.

Madonna del Magnificat – dettaglio

Secondo la tradizione, molto contestata dagli storici, questo dipinto sarebbe il ritratto della famiglia di Piero de’ Medici5, detto il Gottoso.

La Madonna avrebbe il volto di Lucrezia Tornabuoni, il giovane con il calamaio sarebbe Lorenzo il Magnifico e quello accanto a lui vestito di giallo il fratello Giuliano. L’angelo vestito di rosso dietro a loro sarebbe Maria6 mentre i due angeli reggi-corona dovrebbero raffigurare Bianca7 e Lucrezia detta Nannina8. Il Bambino sarebbe invece il ritratto della piccola Lucrezia, figlia di Lorenzo il Magnifico. Purtroppo non esistono fonti che possano documentare questa tesi, che almeno storicamente risulta improbabile per vari motivi: negli anni Ottanta del Quattrocento, infatti, l’opera avrebbe potuto essere commissionata solo da Lorenzo o dalla sorella Lucrezia (forse come ricordo della propria infanzia?) visto che Giuliano era morto nella Congiura dei Pazzi, Bianca era in esilio con il marito Guglielmo e Maria era morta da qualche anno. La stessa Lucrezia figlia di Lorenzo, che si diceva ritratta neonata nella figura di Gesù Bambino all’epoca avrebbe già avuto una decina d’anni. Dunque i conti non tornano, ma vi lascio con quella che è un’affascinante suggestione: l’unico evento che si lega a questi anni è la morte proprio di Lucrezia Tornabuoni, avvenuta alla fine del mese di marzo del 1482. E non ci sono dubbi su quanto Lorenzo il Magnifico fosse legato a sua madre.

Note:

1 6 novembre 1784, Ingresso di una Madonna con Bambino e angeli, tondo del XV secolo, offerto da Ottavio Magherini, da Archivio Storico della Galleria degli Uffizi, Filza 18, n. 002

2 Maria avrebbe pronunciato questa frase durante il suo incontro con Santa Elisabetta, come ringraziamento per essere stata la prescelta da Dio.

3 Il componimento si trova nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca.

4 Il modello di riferimento prevedeva un fiume o un ruscello e l’immancabile castello in cima alla collina.

5 Sicuramente non fu lui a commissionare l’opera a Botticelli perchè all’epoca era già morto da più di 10 anni.

6 Maria de’ Medici era una figlia illegittima di Piero il Gottoso ma venne cresciuta da Lucrezia Tornabuoni insieme agli altri suoi figli. Le notizie su di lei sono davvero scarse, ma sappiamo che si sposò con Leonetto de’ Rossi e fu la madre del cardinale Luigi de’ Rossi, fedelissimo di papa Leone X. Morì molto giovane, all’età di 29 anni.

7 Bianca si sposò con Guglielmo de’ Pazzi e nonostante la sua estraneità alla congiura scelse di seguire il marito in esilio.

8 Nannina era il soprannone con cui era chiamata la bisnonna Piccarda Bueri. Lucrezia si sposò con Bernardo Rucellai.

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

2 pensieri riguardo “La Madonna del Magnificat

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