L’orologio del Duomo di Firenze

Paolo Uccello, Orologio di Santa Maria del Fiore, 1433
Ph. credits Wikipedia

Una domanda ricorrente che mi viene fatta visitando il Duomo di Firenze riguarda il grande orologio dipinto sulla contro-facciata: “Ma..funziona??” oppure “..questo orologio è rotto?” No, non è rotto, solo che funziona in modo diverso dagli orologi che usiamo oggi.

Durante l’antichità, la misurazione del tempo era scandita dalle ore ineguali, basate sulla durata variabile del giorno e della notte a seconda delle stagioni.

Ma verso la metà del Duecento si iniziò ad avvertire l’esigenza di creare un metodo di misura più uniforme e costante e nacquero così le ore uguali, distinte in varie categorie, tra cui il sistema dell’ora italica, che prevedeva l’inizio del giorno al tramonto di quello precedente.

Questo sistema è rimasto in uso fino alla fine del Settecento: gli orologi solari a ora italica furono infatti abbandonati in epoca napoleonica e sostituiti da quelli regolati dall’ora francese, tuttora in uso. Il giorno veniva così diviso in 2 parti da 12 ore (antimeridiane e pomeridiane), in cui l’ora XII è il mezzogiorno posto al vertice del quadrante e allo scadere della mezzanotte inizia subito il nuovo giorno.

L’ora francese era già in uso da secoli nei paesi europei, ma quando venne introdotta in Italia le resistenze da parte della popolazione furono molte; in effetti ci furono non poche difficoltà tecniche per ridisegnare tutti gli orologi solari, modificando il meccanismo di quelli impostati con l’ora italica, che avevano un quadrante con 24 ore.

L’orologio di Paolo Uccello del 1433 che si trova nel Duomo di Firenze è rimasto l’unico orologio a ora italica ancora funzionante, dove la XXIIII ora è la mezzanotte (che corrisponde al tramonto), mentre il mezzogiorno coincide con un’ora variabile tra le 16 e le 19, a seconda della stagione.

Il meccanismo interno dell’orologio
Ph. credits Opera del Duomo di Firenze

Si trova a circa 15 metri dal pavimento e il suo quadrante è costituito da un affresco di oltre 4 metri per lato. La lancetta si muove in senso antiorario ed è a forma di stella cometa (ricostruita durante il restauro del 1968). Il meccanismo esterno si trova in un vano della contro-facciata e fu costruito nel 1761 da Giuseppe Bargiacchi per 385 lire; i lavori si resero necessari per una serie di guasti dovuti all’usura e all’imperizia nel manipolare il meccanismo originale durante i periodici aggiustamenti dell’orario. Ancora oggi l’ora viene spostata di 15 minuti 2 volte al mese per far coincidere la mezzanotte al tramonto.

Per approfondire:

Lucio Bigi e Mario Moreddu, L’orologio nel Duomo di Firenze. L’unico al mondo che segna l’ora italica, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 2008.

https://operaduomo.firenze.it/blog/posts/cosa-rende-speciale-l-orologio-del-duomo-di-firenze

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

3 pensieri riguardo “L’orologio del Duomo di Firenze

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