Conservatorio di Santa Maria degli Angiolini

C’è un luogo a Firenze, lontano dai tradizionali percorsi turistici, che vi stupirà per la sua bellezza. Eppure varcando la soglia di questo edificio molti di voi si ricorderanno di esserci già stati, magari tanti anni fa, ai tempi della scuola. Oggi parliamo del Conservatorio di Santa Maria degli Angiolini, diventato un istituto per l’educazione delle fanciulle nobili nel 1785 e che ancora oggi accoglie bambini e ragazzi dall’età dell’asilo nido fino al liceo.

Passando per Via della Colonna vi sarete certamente accorti di questa piccola chiesa che ha il portone sempre chiuso: è la cappella dell’ex-convento di Santa Maria degli Angiolini trasformato in Conservatorio, una piccola perla barocca nascosta in città. La storia di questo complesso religioso inizia nel 1507, quando un gruppo di 6 donne di modeste origini, decidono di farsi suore, dedicando la loro vita alle opere di carità. L’anno successivo acquistano delle case con l’aiuto economico e spirituale di Monsignor Marco Strozzi, di cui una all’angolo tra Via della Pergola e Via Laura, che pare fosse appartenuta a Lorenzo il Magnifico. Sembra infatti che egli avesse avuto grandi progetti per questa zona di Firenze, con la costruzione di una villa in stile antico, che però non venne mai realizzata.

I lavori di costruzione della nuova chiesa iniziarono nel 1509 e nel 1513 papa Leone X autorizzò definitivamente la creazione di un convento di suore terziare di clausura.

In poco tempo, un crescente numero di ragazze chiesero di unirsi alla nuova congregazione e nel 1525 vennero acquistate nuove case e terreni adiacenti. Ma erano questi anni difficili per Firenze, dove alla prolungata instabilità politica, si aggiunsero il ritorno della peste nel 1527, l’alluvione, la carestia e l’assedio da parte delle truppe imperiali nel 1530. I lavori di ampliamento del convento andarono quindi avanti a rilento, anche se non vennero mai interrotti. La consacrazione della chiesa avvenne il 29 settembre 1571 e nel 1594 essa venne dotata anche di un piccolo campanile a vela. I lavori di maggior prestigio al suo interno vennero eseguiti nel Seicento e nel 1785, Pietro Leopoldo fece appunto trasformare l’antico convento in un conservatorio. La piccola chiesa subì enormi danni durate l’alluvione del 1966 (pensate che al suo interno vi erano ben 2 metri di acqua!), per cui è rimasta chiusa per circa 40 anni e resa nuovamente agibile nel 2006 dopo un lungo intervento di restauro.

Essa si presenta con la tipica struttura delle chiese conventuali di clausura ad aula unica con presbiterio rialzato e grande coro con volta ribassata. L’altare venne realizzato a spese di suor Angela Tebaldi nel 1615 con una decorazione in marmi e stucchi, mentre l’affresco sulla volta venne eseguito un secolo più tardi da Marco Sacconi (1715) e raffigura la Gloria di San Michele. Le lunette sopra la navata sono di Francesco Curradi che nel 1616 dipinse la Trasfigurazione (sopra il portone d’ingresso), con lo Sposalizio e l’Assunzione a sinistra e l’Annunciazione e la Visitazione a destra. Sempre del Curradi e di Matteo Rosselli sono i dipinti che si trovano sui due altari laterali.

Molto bella la pala d’altare con la Presentazione di Maria al tempio, straordinaria opera del primo manierismo fiorentino di Domenico Puligo (1492-1527). L’artista fu allievo di Ridolfo del Ghirlandaio, ma frequentò assiduamente la bottega di Andrea del Sarto, del quale sono evidenti le influenze. Il dipinto richiama la vita delle suore, con Maria al centro che sale i gradini e si volge indietro per salutare la vita laica (il settimo gradino è un’allusione al settimo grado del noviziato, al termine del quale si prendono i voti). Il dipinto venne in effetti commissionato da Jacopo Quaratesi per donarlo alla sorella Dianora, suora del convento. Maria è circondata da due gruppi di santi: a destra si vedono Sant’Elena, Caterina da Siena e Lucia, mentre a sinistra si riconoscono San Tommaso d’Aquino, Vincenzo Ferrer e Antonino Pierozzi. L’opera venne lasciata incompiuta dal pittore che morì con la peste del 1527 e venne completata dai suoi collaboratori.

I lavori di restauro eseguiti tra il 2006 e il 2009 hanno permesso di recuperare anche l’antico Coretto, molto danneggiato dall’alluvione e poi usato come magazzino.

Sono così riemersi alcuni affreschi con un’Annunciazione (datata 1584 e firmata I.G. sul sedile della Vergine) e 4 figure di Santi identificati come Santa Rosa, Vincenzo Ferrer, Domenico e Caterina. Sono state inoltre ritrovate due opere del Giambologna, un crocifisso e un piccolo San Giovanni Battista parte di una perduta acquasantiera.

Fanno parte del percorso di visita anche altri ambienti che si affacciano sull’antico chiostro. L’andito è stato trasformato in salotto e vi si trovano alcuni dipinti interessanti, tra cui una Visitazione di Francesco Ubertini detto il Bachiacca degli inizi del ‘500. Da qui si accede alla cosiddetta Sala della Duchessa, in onore di Maria Luisa di Borbone, attualmente usata come sala riunioni del Consiglio di amministrazione, che presenta una bella decorazione a grottesca dell’Ottocento. Vi è inoltre un’altra cappella, detta “chiesa piccola” posta accanto al refettorio decorato con l’affresco dell’Ultima Cena di Matteo Rosselli (1631)

Il complesso di Santa Maria degli Angiolini è visitabile per piccoli gruppi solo su prenotazione.

Per informazioni potete telefonare al numero 055-2478051 oppure inviare una mail a accoglienza@conservatorioangeli.it. Il sito dell’istituto contiene anche altre informazioni utili e una bella galleria di immagini http://accoglienza.conservatorioangeli.it/

Le foto presenti in questo articolo sono state scattate durante la visita svolta al Conservatorio il 10 gennaio 2020 con il gruppo Amo Firenze e la Toscana.

Photo credits Sailko Wikipedia e Patrizia Messeri

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

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