Ritratto di papa Leone X

Immaginate di essere invitati a un matrimonio, ma che per una serie di motivi, non ci possiate andare. Mettiamo che si tratti di un parente stretto come un nipote e quindi decidete di inviare lo stesso un regalo, scusandovi per non essere presenti. O magari potreste provare a fare come papa Leone X: spedire un quadro con il vostro ritratto da mettere a tavola insieme agli altri ospiti. Attenzione all’artista però… lui lo fece con un dipinto di Raffaello.

Ritratto di papa Leone X con i cardinali
Giulio de’ Medici e Luigi de’Rossi (1518)
Ph. credits Wikipedia

Il ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi venne dipinto da Raffaello in occasione delle nozze tra Lorenzo II e la duchessa francese Madeleine de la Tour d’Auvergne.

Lorenzo era nipote del papa in quanto figlio del fratello Piero (detto il Fatuo) e Alfonsina Orsini e si sposava con una bella fanciulla parente di Francesco I, per rinsaldare l’antico legame tra i reali di Francia e il casato dei Medici.

Leone X lo aveva ordinato nell’inverno del 1517, in modo che fosse pronto per essere spedito a Firenze nell’estate successiva, ma la grande tavola arrivò da Roma solo ai primi di settembre, scortata da 3 garzoni della bottega dell’artista a bordo di due muli, facendo tirare un bel sospiro di sollievo alla madre dello sposo.

Le nozze di Lorenzo infatti erano state preparate con cura da Alfonsina, che aveva sempre raccomandato la sorte di quel suo unico figlio maschio al potete cognato: il papa lo aveva fatto duca di Urbino l’anno precedente e dopo la morte di suo fratello Giuliano di Nemours, tutte le speranze dinastiche della famiglia erano riposte in lui1.

Raffaello, Lorenzo de’ Medici Duca di Urbino (1518)
Collezione privata
Ph. credits Wikipedia

Il matrimonio era stato celebrato in Francia il 2 maggio 1518 alla presenza della famiglia reale, poi la coppia era partita per il lungo viaggio di rientro in Italia e arrivò a Firenze il 7 settembre. Un corteo solenne accompagnò gli sposi fino a Palazzo Medici, dove Alfonsina li attendeva con ansia per dare inizio ai 3 giorni di festeggiamenti previsti. Il ritratto del pontefice fu messo sulla tavola dove mangiava Madeleine, tra la duchessa e altri invitati, suscitando allegria e ammirazione tra i commensali2.

Nel dipinto Leone X è raffigurato seduto di tre quarti davanti a un tavolo coperto da un telo rosso su cui sono appoggiati un codice miniato e il campanello usato per chiamare i domestici.

Ritratto di papa Leone X – dettaglio

Il papa indossa una bella veste di velluto bianco damascato con la mozzetta3 e il camauro4 in testa e ha lo sguardo rivolto verso l’esterno. Ciò che caratterizza questo dipinto non è solamente l’incredibile realismo – comune a tutti i ritratti di Raffaello e che lo aveva reso un autentico maestro del genere – ma una serie di straordinari dettagli che avevano destato meraviglia anche in Giorgio Vasari, il quale si era lungamente soffermato sull’opera nelle Vite: il riflesso della finestra sul pomello della sedia, la fine decorazione del campanello (“che non si può dire quanto è bello”), la lente d’ingrandimento, le parole scritte sul libro. Un’ambientazione elegante e raffinata che faceva riferimento al mecenatismo del papa, che aveva chiesto al suo artista preferito un ritratto da “umanista”.

Ritratto di papa Leone X – dettaglio

Eppure ci sono due “intrusi” nella composizione.

I cugini del papa, Giulio de’ Medici5 (a sinistra) e Luigi de’ Rossi6 (a destra) che sembra stringere la spalliera della sedia con entrambe le mani. Dei due solo Luigi è rivolto verso lo spettatore, mentre Giulio ha lo sguardo fisso nel vuoto. Tuttavia le loro figure appaiono “fuori asse”, come se fossero state ritagliate e unite in fasi successive: è stato ipotizzato che i ritratti dei cardinali siano stati aggiunti in seguito forse da Giulio Romano (che ereditò la bottega alla morte di Raffaello) e questo potrebbe spiegare le incongruenze della loro posizione.

Esistono varie copie del quadro, tra cui una dello stesso Giorgio Vasari eseguita nel 1536 e una di Andrea del Sarto che oggi si trova al Museo nazionale di Capodimonte a Napoli.

Ritratto di papa Leone X
Dettaglio con la figura del cardinale Giulio de’ Medici
Ritratto di papa Leone X
Dettaglio con la figura del cardinale Luigi de’ Rossi
Il ritratto di papa Leone X è tra le opere esposte alla mostra “Raffaello 1520-1482” alle Scuderie del Quirinale a Roma, inaugurata lo scorso 5 marzo nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte dell’artista.

Il dipinto era tornato ad essere visibile dopo 3 anni di attento restauro e aveva portato alla grossa polemica tra il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt e il Comitato Scientifico del museo, che si era dichiarato contrario al prestito e si era dimesso in blocco a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra.

Con l’emergenza da contagio del Covid-19 anche la mostra di Raffaello è stata chiusa, ma venerdì 20 marzo è stato annunciato che sarà virtualmente riaperta al pubblico sui social: attraverso gli hashtag #RaffaelloInMostra e #RaffaelloOltreLaMostra potrete seguire i racconti, gli approfondimenti e le video – passeggiate nelle sale grazie ai vari contributi offerti dai curatori della mostra e da importanti studiosi.

Note:

1 Giuliano Duca di Nemours era il fratello minore di papa Leone X ed era morto il 17 marzo 1516. Il fratello maggiore Piero il Fatuo (padre di Lorenzo) invece era morto nel 1503 durante un’azione militare. A parte Lorenzo duca di Urbino quindi non vi erano altri discendenti diretti del ramo della famiglia di Lorenzo il Magnifico.

2 Nella lettera scritta da Alfonsina Orsini a Giovanni Lapucci da Poppi datata 8 settembre 1518 si legge: “Hovvi a dire che la pictura di N.S. E Mons.Rev.mo de’ Medici e Rossi, el Duca la fece mectere sopra alla tavola dove mangiava la Duchessa e li altri signori in mezo, che veramente rallegrava ogni cosa.”

3 La mozzetta è la mantellina indossata dal papa e dagli alti prelati della chiesa chiusa sul davanti con dei bottoncini.

4 Il camauro è il copricapo invernale di velluto rosso con il bordo in pelliccia di ermellino.

5 Giulio era figlio di Giuliano de’ Medici, il fratello di Lorenzo il Magnifico ucciso durante la congiura dei Pazzi.

6 Luigi era figlio di Maria de’ Medici, sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico.

Riferimenti bibliografici:

-Antonio Forcellino, Raffaello, Una vita felice. Roma, Economica Laterza, 2006

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

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