Il Tabernacolo dei Monellini

Avete mai fatto caso al grande tabernacolo che si trova all’angolo tra Via de’ Cerchi e Via dei Cimatori? Era stato costruito a fianco dell’Ospizio della Quarconia, il primo riformatorio di cui si abbia notizia, poi trasformato nel teatro in cui debuttò Stenterello.

Il Tabernacolo della Quarconia
Ph. credits Sailko

Questa storia inizia con la grande generosità di un uomo vissuto a Firenze nel XVII secolo.

Ippolito Francini era un abile artigiano specializzato nella lavorazione delle pietre dure e delle lenti. Aveva conosciuto Galileo nelle officine granducali e collaborò con lo scienziato alla costruzione dei suoi cannocchiali. Era in generale una persona apprezzata da tutti e godeva anche della stima del Granduca Ferdinando II de’Medici.

Francini si occupava di molti ragazzi poveri che vivevano in città, dando loro vitto e alloggio, ma soprattutto un’adeguata istruzione per permettere il loro inserimento nella società. Inizialmente egli ospitò questi giovani in casa sua, poi in un magazzino preso in affitto dal cardinale Leopoldo de’ Medici, dove creò un ricovero e una mensa. Fu proprio qui che rimase ucciso durante una rissa nel 1653: prima di morire raccomandò i suoi “monellini” a don Filippo Franci della Compagnia di San Filippo Neri, che inizialmente continuò la sua attività di accoglienza e recupero presso l’Oratorio di San Sebastiano de’ Bini e nel 1659 ottenne il grande edificio posto in via dei Cimatori.

La casa dei monellini poi diventata
teatro e cinema
Ph. credits Sailko

L’istituto venne chiamato Pia Casa del Rifugio dei Poveri Fanciulli, detto poi semplicemente casa dei monellini, di cui oggi resta solo il tabernacolo con la cornice in pietra serena e il dipinto di Alessandro Gherardini della fine del ‘600 che raffigura San Filippo Neri che presenta i monelli alla Vergine.

L’edificio rimase in uso al riformatorio fino alle soppressioni settecentesche, quando venne trasformato in un teatro, dove si mettevano in scena rappresentazioni popolari: è qui che debuttò la maschera di Stenterello. Fu completamente ristrutturato nel 1840 e cambiò il nome in “Teatro Leopoldo”, poi diventato “Teatro Nazionale” con l’Unità d’Italia. Nel dopoguerra il teatro divenne “Cinema Nazionale”, ormai chiuso da qualche decennio e in attesa di riqualificazione.

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

2 pensieri riguardo “Il Tabernacolo dei Monellini

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