Il Ceppo di Natale


Venerdì 20 dicembre nella chiesa di San Carlo dei Lombardi è stato acceso il Ceppo di Natale, un’antica tradizione fiorentina che torna a vivere grazie ai confratelli della Venerabile Compagnia dei Quochi.

Il Ceppo di Natale esposto davanti all’ingresso della chiesa di San Carlo


Fino al secolo scorso, infatti, nelle nostre case non si faceva l’albero di Natale. La sera del 24 dicembre le famiglie si riunivano intorno al camino aspettando la mezzanotte e gli adulti ponevano i doni per i più piccoli sul “ceppo”, una struttura a forma di piramide con diversi ripiani, sui quali, oltre ai regali, venivano messi dolcetti, frutta, decorazioni, candeline e anche un piccolo presepe.

La benedizione di Monsignor
Vasco Giuliani prima
dell’accensione del Ceppo


Addobbare un abete con luci e palline è invece un’usanza delle culture nordiche, anche se presenta diverse similitudini con i riti del Sol Invictus, una sorta di Natale pagano festeggiato nel periodo del solstizio d’inverno, quando passata la minor durata della luce, le giornate tornano lentamente ad allungarsi e il sole torna a vincere sulle tenebre.

Nel Novecento la tradizione del Ceppo (termine con il quale i nostri nonni e bisnonni facevano direttamente riferimento al Natale, tanto da augurare “Buon Ceppo e “Buon Ceppino” nella giornata del 26 dicembre) è stata soppiantata da quella dell’albero di Natale fino a farla sparire del tutto. Tuttavia, la parola ceppo è rimasta nel linguaggio comune come sinonimo di regalo (pensate ad esempio alle confezioni donate dalle aziende ai dipendenti durante le festività).

L’accensione del candele sul Ceppo da parte dei confratelli della Venerabile Compagnia dei Quochi


Ricordiamo infine che la parola “ceppo” aveva anche altri significati. Uno di questi indicava il grande pezzo di legno messo ad ardere nel camino proprio durante le festività, in quanto era credenza diffusa che più a lungo restava accesso, più allungasse la vita dei familiari. Inoltre le sue ceneri venivano sparse nei campi e negli orti a protezione delle colture.

Tratto da “IL CEPPO DI NATALE” di Luciano e Ricciardo Artusi, ed. Scribo

Pubblicato da Elena Petrioli

Guida turistica di Firenze

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